SUCCESSIONI E DONAZIONI

Corte di Cassazione, 6 novembre 2013 n. 24882

In presenza di aiuto e di guida della mano del testatore da parte di una terza persona, per la redazione di un testamento olografo, tale intervento del terzo di  per sé esclude il requisito dell'olografia di detto testamento, a nulla rilevando l'eventuale corrispondenza del contenuto della scheda alla volontà del testatore.

 

Corte di Cassazione, 1 ottobre 2013 n. 22420

In tema di nullità del testamento olografo, il requisito della sottoscrizione, previsto dall'art. 602 cod. civ., distintamente dall'autografia delle disposizioni in esso contenute, ha la finalità di soddisfare l'imprescindibile esigenza di avere l'assoluta certezza non solo della loro riferibilità al testatore, già assicurata dall'olografia, ma anche dell'inequivocabile paternità e responsabilità del medesimo che, dopo avere redatto il testamento  abbia disposto il suo patrimonio senza alcun ripensamento

DIRITTO TRIBUTARIO

Corte di Cassazione, 6 agosto 2013 n. 18610

Il professionista intellettuale diventa imprenditore solo quando svolga un'ulteriore attività, diversa da quella intellettuale e definibile, in sé considerata, come attività d'impresa; ulteriore attività rispetto alla quale l'esercizio della professione si ponga quale semplice elemento. La nozione di impresa elaborata dalla giurisprudenza europea non può quindi trovare applicazione nel caso in esame in cui vengono in rilievo sgravi contributivi, cioè nell'ambito di una normativa di stretta interpretazione, siccome derogatoria alla generale sottoposizione alle obbligazioni contributive e tenuto conto del fatto che intanto può ritenersi che il mancato riconoscimento di detti sgravi anche al libero professionista alteri la concorrenza quando quest'ultimo abbia organizzato la propria attività con un supporto organizzativo tale che l'entità dei mezzi impiegati sovrasti l'attività professionale del titolare, circostanza questa nel caso in esame non dimostrata, per quanto sopra esposto.

DIRITTO E PROCEDURA PENALE

Corte di Cassazione, 24 settembre 2013 n. 39490

Il tasso alcolemico per decretare il reato di guida in stato di ebbrezza va determinato in base alla quantità effettiva di alcool presente nel sangue senza dunque la possibilità di addurre scusanti o spiegazioni a propria difesa, come quella di aver bevuto poco ma aver assunto un farmaco contenente alcool o comunque capace di alterare i valori normali del sangue.

 

Corte di Cassazione, 23 settembre 2013 n. 39217

Il figlio non commette reato se sposta la residenza dell’anziana madre anche se per ella è stato nominato un amministratore di sostegno.

 

Corte di Cassazione, 19 settembre 2013 n. 38129

Il datore di lavoro è passibile di condanna per omicidio colposo se, nell'affidare i compiti ai suoi lavoratori, non ha tenuto conto della loro "salute" oltre che della loro "sicurezza" e in conseguenza di queste sottovalutazioni succede l'irreparabile ad un dipendente.

 

Corte di Cassazione, 17 settembre 2013 n. 38035

Commette il reato di truffa il concessionario che altera il contachilometri delle auto usate prima della vendita.

 

Corte di Cassazione, 12 settembre 2013 n. 37407

Deve essere condannato per tentata rapina aggravata il bodyguard colpevole di aver cercato con metodi fortì di farsi dare la macchina fotografica da un paparazzo che da giorni era alle calcagna della soubrette per cercare di riprendere immagini utili a servizi di gossip.

 

Corte di Cassazione, 5 settembre 2013 n. 36398

la mancata nomina del direttore dei lavori non determina la responsabilità automatica del committente in caso di infortunio di un operaio nel cantiere. Occorre, infatti, verificare in concreto quale sia stata l’incidenza della sua condotta nel verificarsi dell’evento, avuto riguardo alla specificità dei lavori da eseguire, ai criteri seguiti dallo stesso committente per la scelta dell’appaltatore e alla sua ingerenza nell’esecuzione delle opere

 

Corte di Cassazione, 2 settembre 2013 n. 35839

In caso di patteggiamento della pena la sospensione della patente per lungo tempo va motivata. E’ vero che nel determinare la durata della sospensione della patente di guida - sanzione che, data la natura amministrativa attribuitale, rimane estranea al ‘patteggiamento’- il giudice dispone di un potere discrezionale, ma è altresì vero che, comunque, allorché intenda fissarla in misura notevolmente distante dai minimi previsti dalla legge, o addirittura nei massimi, come nel caso di specie, ha il dovere di indicare le ragioni della sua decisione.

 

Corte di Cassazione, 30 agosto 2013 n. 35828

Deve essere condannato il medico del pronto soccorso che dimette un paziente senza accorgersi di una perforazione gastrica in corso anche se poi segue un successivo ricovero ed una operazione con nuove dimissioni una volta accertato che la situazione è disperata.

 

Corte di Cassazione, 27 agosto 2013 n. 35543

Sul piano oggettivo, ai fini della sussistenza del reato di falso in scrittura privata (art. 485 cod. pen.), il consenso o acquiescenza della persona di cui sia falsificata la firma, non svolge alcun rilievo, in quanto la tutela penale ha per oggetto non solo l'interesse della persona offesa, apparente firmataria del documento, ma anche la fede pubblica, la quale è compromessa nel momento in cui l'agente faccia uso della scrittura contraffatta per procurare a sé un vantaggio o per arrecare ad altri un danno; pertanto anche l'erroneo convincimento sull'effetto scriminante del consenso costituisce una inescusabile ignoranza della legge penale; sul piano soggettivo, nel delitto in questione, per l'integrazione del dolo specifico non occorre il perseguimento di finalità illecite, poiché l'oggetto di esso è costituito dal fine di trarre un vantaggio di qualsiasi natura, legittimo od illegittimo.

 

 

 

 

 

 

 

Corte di Cassazione, 22 agosto 2013 n. 35432

La ricorribilità della sentenza di patteggiamento è ammessa nelle sole ipotesi di errore manifesto, ossia quando sussiste realmente l'eventualità che l'accordo sulla pena si trasformi in accordo sui reati, sicchè deve essere esclusa tutte le volte in cui la diversa qualificazione presenti margini di opinabilità: l'errata qualificazione giuridica del fatto può essere fatta valere solo dinanzi ad un evidente error in iudicando che dissimuli un'illegale trattativa sul nomen iuris, ma non in presenza di una qualificazione che presenti oggettivi margini di opinabilità.

 

Corte di Cassazione, 22 agosto 2013 n. 35424

La responsabilità penale del datore di lavoro non è esclusa per il solo fatto che sia stato designato il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, cui sono demandati dalla legge compiti diversi intesi ad individuare i fattori di rischio, ad elaborare le misure preventive e protettive e le procedure di sicurezza relative alle varie attività aziendali.

 

Corte di Cassazione, 22 agosto 2013 n. 35327

In presenza di significative divergenze di dichiarazioni rese da due chiamanti in correità o reità, aventi ad oggetto particolari non marginali, bensì il ruolo e il contributo causale asseritamente fornito dall'imputato alla commissione del delitto, ai fini della dichiarazione di colpevolezza non è consentito utilizzare la parte coincidente delle due dichiarazioni, per argomentare che l'indagato sarebbe comunque coinvolto come concorrente nel delitto, senza fornire una logica spiegazione delle ragioni delle versioni in contrasto e senza esplicitare i motivi che convincono il giudice dell'attendibilità dei due dichiaranti e delle dichiarazioni rese nella parte che risulta coincidente.

 

Corte di Cassazione, n. 31290/2013

Ai fini dell'integrazione del tentativo è necessaria vi sia l'intenzione dell'agente di raggiungere l'appagamento dei propri istinti sessuali; sia, sul piano oggettivo,l'idoneità della condotta a violare la libertà di autodeterminazione della vittima nella sfera sessuale, anche, eventualmente, ma non necessariamente, attraverso contatti fisici, sia pure di tipo superficiale o fugace, non indiriz zati verso zone c.d. erogene.

DIRITTO AMMINISTRATIVO

Corte di Cassazione, 6 settembre 2013 n. 20571

L'inosservanza da parte della pubblica amministrazione, nella gestione (e manutenzione) dei beni che ad essa appartengono, (delle regole tecniche, ovvero) dei canoni di diligenza e prudenza, può essere denunciata dal privato dinanzi al giudice ordinario non solo ove la domanda sia volta a conseguire la condanna della p.a. al risarcimento del danno patrimoniale, ma anche ove miri alla condanna della stessa ad un facere (o ad un non facere), giacchè la domanda non investe scelte ed atti autoritativi dell'amministrazione, ma attività soggetta al rispetto del principio del neminem laedere.

DIRITTO PROCESSUALE CIVILE

Corte di Cassazione, 25 agosto 2013 n. 19583

La responsabilità aggravata ex art. 96 cpc integra una particolare forma di responsabilità processuale a carico della parte soccombente che abbia agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave e si atteggia diversamente a seconda dei gradi del giudizio.  In ogni caso presupposto della condanna al risarcimento dei danni a titolo di responsabilità aggravata per lite temeraria è la totale soccombenza, con la conseguenza che non può farsi luogo all'applicazione dell'art. 96 cpc quando tale requisito non sussista. La soccombenza va considerata in relazione all'esito del giudizio di appello, come si desume dal fatto che la condanna al risarcimento si aggiunge, secondo la previsione dell'art. 96 cpc, alla condanna alle spese, la quale è correlata all'esito finale del giudizio.

 

 

Corte di Cassazione, 26 agosto 2013 n. 19572

Qualora nel corso del giudizio di merito vengano espletate più consulenze tecniche in tempi diversi con risultati difformi, il giudice può seguire il parere che ritiene più congruo o discostarsene, dando adeguata e specifica giustificazione del suo convincimento; in particolare, quando intenda uniformarsi alla seconda consulenza, non può limitarsi ad una adesione acritica ma deve giustificare la propria preferenza indicando le ragioni per cui ritiene di disattendere le conclusioni del primo consulente, salvo che queste risultino criticamente esaminate dalla nuova relazione e sempre che non siano state formulate dalle parti interessate critiche precise e circostanziate al riguardo idonee, se fondate, a condurre a conclusioni diverse da quelle indicate nella consulenza tecnica.

 

Corte di Cassazione, 2 agosto 2013 n. 18518

Il rimborso c.d. forfetario delle spese generali costituisce una componente delle spese giudiziali, la cui misura è predeterminata dalla legge, che spetta automaticamente al professionista difensore, anche in assenza di allegazione specifica e di apposita istanza, dovendosi quest'ultima ritenere implicita nella domanda di condanna al pagamento degli onorari giudiziali che incombe sulla parte - la mancata liquidazione, nella sentenza, delle somme dovute per spese generali costituisce un errore materiale che può essere corretto con il procedimento di correzione di cui agli artt. 287 e seguenti c.p.c., in quanto l'omissione riscontrata riguarda una statuizione di natura accessoria e a contenuto normativamente obbligato, che richiede al giudice una mera operazione tecnico-esecutiva, da svolgersi sulla base di presupposti e parametri oggettivi.