COMUNIONE, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Corte di Cassazione, 2 settembre 2013 n. 20100

La mancata riscossione degli oneri condominiali dai condomini morosi da parte dell'amministratore, se è contraddetta dalla provata notificazione agli stessi degli atti di precetto, non integra contestazione: ove l'amministratore non ha intrapreso la procedura esecutiva vera e propria è scelta che può giustificarsi sulla base della non sicura solvibilità dei condomini e, quindi, non integra in sé un fatto di mala gestio.

 

Corte di Cassazione, 26 agosto 2013 n. 19568

Anche relativamente a all'assemblea del supercondominio, ciascun partecipante ha il diritto di intervenire alla riunione e di esprimere l'assenso o il dissenso sugli argomenti all'ordine del giorno e di votare in proporzione alla sua quota. Pertanto, è contrario a norme imperative il regolamento di condominio che preveda essere l'assemblea del supercondominio composta dagli amministratori dei singoli condomini. Il regolamento contrattuale quindi non può affidare al collegio degli amministratori il compito di sostituire intenzionalmente l'assemblea dei condomini: anche nell'ipotesi di supercondominio, dunque, la legittimazione ad agire per la tutela delle cose comuni va riconosciuta in capo ai singoli condomini.

 

Corte di Cassazione, 6 agosto 2013 n. 18653

In tema di condominio, la legittimazione dell'amministratore derivante dall'art. 1130, primo comma, n. 4, c.c. - a compiere gli atti conservativi dei diritti inerenti alle parti comuni dell'edificio - gli consente di promuovere azione di responsabilità, ai sensi dell'art. 1669 c.c. nei confronti del costruttore a tutela dell'edificio nella sua unitarietà, ma non di proporre, in difetto di mandato rappresentativo dei singoli condomini, delle azioni risarcitorie per i danni subiti nelle unità immobiliari di loro proprietà esclusiva.

LA PROPRIETA’ E I DIRITTI REALI

Corte di Cassazione, 13 settembre 2013 n. 21000

Nell’ambito delle opere edilizie, si ha semplice ristrutturazione ove gli interventi, comportando modificazioni esclusivamente interne, abbiano interessato un edificio del quale sussistano (e, all’esito degli stessi, rimangano inalterate) le componenti essenziali, quali i muri perimetrali, le strutture orizzontali, la copertura. È ravvisabile, al contrario, una ricostruzione allorché dell’edificio preesistente siano venute meno, per evento naturale o per volontaria demolizione, dette componenti, e l’intervento si traduca nell’esatto ripristino delle stesse, operato senza alcuna variazione rispetto alle originarie dimensioni dell’edificio e, in particolare, senza aumenti della volumetria, né delle superfici occupate in relazione alla originaria sagoma di ingombro. In presenza di tali aumenti, si verte, invece, in ipotesi di nuova costruzione, da considerare tale, ai fini del computo delle distanze rispetto agli edifici contigui, come previste dagli strumenti urbanistici locali, nel suo complesso, ove lo strumento urbanistico rechi una norma espressa con la quale le prescrizioni sulle maggiori distanze previste per le nuove costruzioni siano estese anche alle ricostruzioni, ovvero, ove una siffatta norma non esista, solo nelle parti eccedenti le dimensioni dell’edificio originario.

 

Corte di Cassazione, 11 settembre 2013 n. 20850

La Legge Tognoli, se pure è rivolta a favorire la realizzazione di autorimesse, è contestualmente intesa a fare salvo l'aspetto esteriore e visibile del territorio, nel senso di consentire la realizzazione di parcheggi nel sottosuolo o al piano terreno di un fabbricato preesistente, proprio perchè, ubicate nei modi previsti dalla legge, tali strutture non comportano alterazioni visibili del territorio.

DIRITTI DELLA PERSONALITA’

Corte di Cassazione, 13 settembre 2013 n. 21014

Al fine di svolgere un test genetico predittivo, seppur volto ad accertare la consanguineità per valutare il promovimento di azione di disconoscimento della paternità, è sempre necessario il consenso preventivo dell’interessato.

 

Corte di Cassazione, 1 agosto 2013 n. 18980

Costituisce diffusione di dati personali sensibili, ai sensi del d.lgs. n. 196 del 2003, quella relativa all’assenza dal lavoro di un dipendente per malattia, in quanto attinente alla salute del soggetto cui l’informazione si riferisce.

 

Corte di Cassazione, 1 agosto 2013 n. 18483

Costituiscono dati personali sensibili, ai sensi dell’art. 4 del d.lgs. n. 196 del 2003, in quanto idonei a rivelare la vita sessuale dell’interessato, quelli relativi alla navigazione in internet con accesso a siti pornografici

FAMIGLIA E MINORI

Corte di Cassazione, n. 22568/2013

Il giudice, quando deve determinare l'importo dell'assegno divorzile, non è obbligato a disporre indagini patrimoniali perché l'esercizio di tale potere è meramente discrezionale. Il giudice è quindi libero di decidere anche senza avvalersi della polizia tributaria se ritiene che le prove acquisite nell'ambito del processo siano sufficienti e complete senza bisogno di informazioni aggiuntive.

 

Corte di Cassazione, 18 settembre 2013 n. 21273

Il dovere di mantenere, istruire ed educare la prole, secondo il precetto contenuto nell'art. 147 c.c., impone ai genitori di far fronte ad una molteplicità di esigenze dei figli, certamente non riconducibili al solo obbligo alimentare, ma inevitabilmente estese all'aspetto abitativo, scolastico, sportivo, sanitario, sociale, all'assistenza morale e materiale, alla opportuna predisposizione, fin quando l'età dei figli stessi lo richieda, di una stabile organizzazione domestica, idonea a rispondere a tutte le necessità di cura e di educazione.

 

Corte di Cassazione, 3 settembre 2013 n. 20137

Il dovere di mantenimento del figlio maggiorenne gravante, sotto forma di obbligo di corresponsione di un assegno, sul genitore non convivente, cessa all'atto del conseguimento, da parte del figlio, di uno "status" di autosufficienza economica consistente nella percezione di un reddito corrispondente alla professionalità acquisita in relazione alle normali e concrete condizioni di mercato.

 

Corte di Cassazione, 26 agosto 2013 n. 19541

La riconciliazione successiva al provvedimento di omologazione della separazione consensuale, ai sensi dell'art.157 cod. civ., determina la cessazione degli effetti della precedente separazione, con caducazione del provvedimento di omologazione, a far data dal ripristino della convivenza spirituale e materiale, propria delle vita coniugale enon dunque sin dall'inizio. Ne deriva che, in caso di una successiva separazione, occorre una nuova regolamentazione dei rapporti economici tra i coniugi in virtù di un ulteriore provvedimento ed il giudice, in tale ipotesi, dovrà procedere ad una nuova valutazione della situazione economico-patrimoniale dei coniugi tenendo conto delle eventuali sopravvenienze e quindi - anche delle disponibilità acquisite per effetto della precedente separazione.

 

Corte di Cassazione, 1 agosto 2013 n. 18440

L’assegnazione della casa coniugale non può costituire una misura assistenziale per il coniuge economicamente più debole, ma può disporsi a favore del genitore affidatario esclusivo ovvero collocatario dei figli minori, oppure convivente con figli maggiorenni ma non autosufficienti economicamente  (e ciò pur se la casa stessa sia di proprietà dell’altro genitore o di proprietà comune).

DIRITTO TRIBUTARIO

Corte di Cassazione, 23 luglio 2013 n. 17920

Ha diritto al rimborso dell'Irap l'avvocato che in studio si avvale solo dell'aiuto di praticanti. L'autonoma organizzazione non si configura neppure se i tirocinanti svolgono il lavoro di routine:
la presenza di praticanti in uno studio professionale non è difatti sufficiente di per sé a determinare quella stabile organizzazione che determina la sottoposizione ad Irap.

 

Corte di Cassazione, 10 luglio 2013 n. 17054

L’irrogazione della sanzione prevista dalla L. 73/2002 non richiede, da parte dell'amministrazione, alcun onere di dimostrare l'effettiva durata del rapporto di lavoro irregolare, essendo sufficiente il mero accertamento dell'esecuzione di prestazione lavorativa da parte di soggetto che non risulti da scritture o da altra documentazione obbligatori. Fermo restando il divieto di ammissione di prova testimoniale nel processo tributario sussiste il potere di introdurre, per entrambe le parti, dichiarazioni rese da terzi in sede extraprocessuale - con il valore probatorio proprio degli elementi indiziari, i quali possono concorrere a formare il convincimento del giudice .

 

Corte di Cassazione, 4 luglio 2013 n. 16727

Nelle procedure concorsuali le notifiche effettuate da Equitalia devono essere eseguite necessariamente nei confronti del curatore e del contribuente.

 

 

 

 

 

 

Corte di Cassazione, 3 luglio 2013 n. 16697

La soggettività ai fini iva non presuppone solo l'iscrizione del soggetto nel registro delle imprese o la titolarità di partita iva, ma in concreto lo svolgimento di un'attività d'impresa. Requisito essenziale ai fini di accedere al relativo regime fiscale è infatti l'effettivo e concreto esercizio di un'attività imprenditoriale da parte di società commerciali, ai fini della detraibilità dell'iva assolta sulle operazioni passive (per legittimare la detrazione dell'imposta assolta a monte rispetto ad atti prodromici all'effettivo svolgimento di attività d'impresa.

 

Corte di Cassazione, 5 giugno 2013 n. 14189

L'obbligo di motivazione degli atti tributari può essere adempiuto anche per relationem, ovverosia mediante il riferimento ad elementi di fatto risultanti da altri atti o documenti, a condizione che questi ultimi siano allegati all'atto notificato ovvero che lo stesso ne riproduca il contenuto essenziale, per tale dovendosi intendere l'insieme di quelle parti (oggetto, contenuto e destinatari) dell'atto o del documento che risultino necessarie e sufficienti per sostenere il contenuto del provvedimento adottato". L'importante è che dall'avviso di accertamento sia possibile, per il contribuente e per il giudice in caso di controversia, "individuare i luoghi specifici dell'atto richiamato nei quali risiedono quelle parti del discorso che formano gli elementi della motivazione del provvedimento.

 

Corte di Cassazione, sez. unite, 3 giugno 2013 n. 13899

Il giudice tributario è competente a decidere la domanda risarcitoria proposta dal contribuente a titolo di responsabilità processuale aggravata, di cui all’art. 96 cod. proc. civ., ed altresì, che la condanna alla corresponsione della somma può riguardare anche il danno derivante dall’esercizio, da parte dell’Amministrazione finanziaria, di una pretesa impositiva temeraria, in quanto derivata da mala fede o colpa grave, con conseguente necessità, da parte del contribuente, di adire il giudice tributario.