Coniugi benestanti separati? Debbono garantire ai figli minori anche il telefonino!

 IL CASO -
Ad avviso dei supremi giudici, infatti, per mezzi di sussistenza, non si può più, come una volta, intendere solo «il vitto e l'alloggio».
Questa riflessione è nella sentenza 45809 della Sesta sezione penale che ha condannato Marco D.M., un padre inadempiente di 51 anni, a quattro mesi di reclusione sospesi dalla condizionale a patto che paghi una provvisionale di 10 mila euro in favore della ex moglie Luisa S. e del figlio Lorenzo ai quali - per quasi quattro anni - non ha versato rispettivamente 150 e 400 euro al mese. Senza successo, in Cassazione, l'uomo ha fatto presente che il suo lavoro di pubblicitario era andato male e che, comunque, nei limiti delle sue possibilità, aveva dato un sostegno, seppur saltuario, alla ex famiglia. Marco si è difeso anche dicendo che Simonetta e Lorenzo se l'erano cavata lo stesso e non erano in «stato di bisogno». Insomma, un tetto e un piatto di minestra ce l'avevano.  OLTRE AL CELLULARE - La Suprema Corte gli ha replicato che tra i mezzi di sostentamento vanno anche compresi «gli strumenti che consentano un sia pur contenuto soddisfacimento di altre complementari esigenze della vita quotidiana (ad esempio: abbigliamento, libri di istruzione per i figli minori, mezzi di trasporto, mezzi di comunicazione)». Ovviamente da elargire «in rapporto alle reali capacità economiche e al regime di vita personale del soggetto obbligato». A sfavore di Marco hanno giocato anche il fatto che mantiene una nuova famiglia e una figlia universitaria nata da un precedente legame. È stato così confermato il verdetto emesso dalla Corte di Appello di Napoli il 28 novembre 2007.